URBINOISE. Noir e paesaggio sonoro

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realizzato da @storiedipinte

URBINOISE – Il paesaggio sonoro del noir

Nell’anno internazionale del suono, URBINOIR si interroga su suoni, rumori, voci e silenzi del noir

 L’appuntamento con URBINOISE – parte 1

venerdi 27 novembre ore 9-13

 
interverrà il Magnifico Rettore che ringraziamo
 
e ringraziamo anche il dott. Trisolino che rende tutto questo possibile
 
 
Link pubblico: www.uniurb.it/live oppure il link diretto allo streaming https://youtu.be/ZATuYY-uVV4

 

Il programma di Urbinoise in PDF

URBINOISE – NOIR E PAESAGGIO SONORO

Nell’anno internazionale del suono, URBINOIR si interroga

 su suoni, rumori, voci e silenzi del noir

PARTE 1

URBI (ET ORBI) NOIR

STREAMING

27 novembre 2020 online

Programma

Ore 9 

Saluto del Magnifico Rettore prof. Giorgio Calcagnini

Ore 9.30

Alessandra Calanchi presenta: Breve storia di URBINOIR (ppt)

Ore 10

Gian Italo Bischi (Università di Urbino Carlo Bo)

Horror silentii nel noir

Ore 10.30

Francesca Saggini (Università della Tuscia)

Il paesaggio sonoro di Frankenstein. Un’ipotesi didattica

Ore 11.30

Luigi Tassoni (Università di Pécs)

Simenon noir: il rumore della mente e i suoni della narrazione

Ore 12.30 Discussione e chiusura dei lavori

Parte 2 

Primavera 2021

conferenze, premiazione di Tradunoir e Haiku noir e presentazione del volume NON RICORDO

Amnesie, vuoti di memoria, rimozione nella letteratura e nel cinema noir

seguiteci sul sito web <urbinoir.uniurb.it> e sulla pagina Facebook!

Podcast su Radio Capodistria

“Il paesaggio sonoro del noir”, una nuova edizione digitale all’Università di Urbino

Programma

 parte 1 (27 novembre 2020 online)

 Urbi(et Orbi)Noir

parte 2 (primavera 2021) conferenze, premiazione di Tradunoir e Haiku noir e presentazione del volume NON RICORDO

Seguiteci sul sito web e sulla pagina Facebook!

Si tratta di indagare un panorama variegato e complesso che include voci e silenzi, suoni e rumori, musica e colonne sonore. A volte il suono accompagna il delitto, a volte l’indagine; ora sottolinea stati d’animo, ora si ricollega alla scena del crimine… può trattarsi delle parole di una testimonianza oppure di una confessione… ma può consistere anche solo nell’origliare, o nell’imbattersi in un indizio sonoro inaspettato …altre volte si basa invece su ricordi riattualizzati…. ma racconta in ogni caso, sempre, una storia che va a interfacciarsi con ciò che magari gli occhi non vedono. L’evento si inserisce anche nel progetto di dipartimento
“Talking Noir. I(l) linguaggi(o) del genere thriller, noir e poliziesco tra giornalismo, letteratura e cinema”.

 

La registrazione della prima parte di Urbinoise

Un corso in 2 videolezioni su Thriller e musica

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19/11/2020 

UN CORSO IN 2 VIDEOLEZIONI SU THRILLER E MUSICA: DA PSYCHO A DUNKIRK – CLOWN BIANCO EDIZIONI

Cosa sarebbe la nostra vita senza la musica? Provato a pensarci: quante situazioni – gioiose, dolorose, malinconiche, allegre ecc. – sono collegate a una canzone, un brano, un motivetto?

E pensate al cinema: quando ancora i film erano muti, la musica accompagnava lo spettatore attraverso le emozioni più disparate. E ancora oggi è un pilastro delle storie di celluloide. E di quelle di carta? Quanti libri che abbiamo letto e amato sono rimasti indissolubilmente legati alla musica che tenevamo come sottofondo? E in quanti romanzi, ormai, si accenna alla musica che ascoltano i personaggi o che fa da sfondo all’azione?

Per tutte le info cliccare sulla Brochure Thriller e musica_ da Psycho a Dunkirk – Clown Bianco Edizioni

ULTIME NEWS SU JACK THE RIPPER

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GIADA TREBESCHI, LA BESTIA A DUE SCHIENE, GÜNZBURG, OAKMOND PUBLISHING, 2020

Fra i tanti pregi di questo romanzo, c’è anche quello di aver messo se non al centro quanto meno in evidenza sir Melville Macnaghten, che si occupò realmente del caso di Jack lo Squartatore ma che film, racconti e romanzi sul serial killer inglese che nel 1888 uccise e mutilò il cadavere di cinque (o forse sei, o forse sette) prostitute avevano sempre lasciato da parte. Complice Johnny Depp, che lo ha interpretato in From Hell – La vera storia di Jack lo Squartatore, il detective che spesso si trova legato all’assassino vittoriano è l’ispettore Frederick George Abberline, che era di certo molto dissimile fisicamente dall’attore americano. Macnaghton, in realtà, assunse le funzioni di vicecommissario capo di Scotland Yard dopo gli omicidi di Whitechapel ma in un memorandum indica tre possibili colpevoli: Druitt, un giovane studente di medicina che si suicidò pochi giorni dopo l’ultimo omicidio, e due immigrati ebrei, Ostrog e Kosminski, che gli ultimi studi relativi al DNA trovato su uno scialle appartenuto a una delle vittime confermerebbero come l’assassino. In questo romanzo Macnaghten chiede al suo amico Duncan Primrose, nobile scozzese ossessionato da un amore contrastato, di indagare su un attore sospettato di essere Jack lo Squartatore. È appunto Duncan il vero protagonista della vicenda, un detective per noia e passione che a poco a poco si lascia coinvolgere dall’inchiesta.

Il romanzo non rispetta sempre i fatti storici, ma perché dovrebbe farlo? È importante e ammirevole che siano perfettamente salvaguardati l’ambientazione dell’epoca e la mentalità del periodo, e rappresentata con precisione la contraddittoria e affascinante società vittoriana che si muove sullo sfondo. La trama, per esempio, prende le mosse da uno dei più interessanti episodi avvenuti durante gli omicidi, riportata fra gli altri da Donald Rumbelow: a Londra, nell’agosto 1888, andava in scena la versione teatrale dello Strano caso del dr Jekyll e di mr Hyde, nel quale il giovane attore Richard Mansfield stava riscuotendo un enorme successo per la sua sensazionale interpretazione del protagonista, in particolare per la sua stupefacente trasformazione. Quando iniziarono i delitti, il 31 agosto dello stesso anno, a Scotland Yard iniziarono a giungere molte lettere che indicavano possibili sospetti. Fra i tanti vicini di casa e nemici personali accusati di essere lo Squartatore, una lettera indicava come assassino proprio Mansfield, dato che la sua interpretazione era talmente verosimile da dover necessariamente essere ispirata a una sua ossessione personale. In La bestia a due schiene, l’attore accusato da una lettera anonima è impegnato invece in una rappresentazione di Otello, e la frase che dà il titolo al romanzo è tratta dalla tragedia shakespeariana dove Iago la usa volgarmente per indicare l’atto sessuale. Il dramma di Shakespeare è particolarmente adatto per indagare sulla vicenda: come sempre, in un caso di cronaca che colpisce l’opinione pubblica, quel che è interessante non sempre è l’identità dell’assassino, ma il modo in cui il delitto o i delitti mettono in luce angosce e incertezze private e collettive, esattamente come accade nel romanzo. Otello è un’opera in cui i personaggi non sono ciò che sembrano o che si scoprono diversi da come pensano di essere. Nessuno è del tutto innocente e tutti i personaggi sembrano in qualche modo costretti a fare i conti con quel lato oscuro della sessualità rappresentato dall’immagine della bestia a due schiene che dà il titolo all’opera. Non è innocente nemmeno il protagonista, nobile annoiato e ossessionato, un po’ eroe wildeano e un po’ Sherlock Holmes con qualche tocco dei personaggi stevensoniani, che potrebbe essere un personaggio seriale ideale, dato che per quel che lo riguarda molte cose restano in sospeso alla fine del romanzo. E anche perché i delitti, reali e narrativi, nel periodo tardo-vittoriano sono così numerosi che il nostro Lord Duncan Primrose ha solo l’imbarazzo della scelta fra quelli che necessitano della sua competenza come investigatore.

Gino Scatasta, Prof. di Letteratura inglese, Università di Bologna

Webinar dell’AcISF

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Vi segnaliamo due Webinar organizzati dall’Accademia Italiana di Scienze Forensi che si terranno su piattaforma ZOOM nelle seguenti date con relativi argomenti:
 
– Sabato 16 gennaio 2021: “La Psicologia della Testimonianza: aspetti psicologico-forensi sull’idoneità e validità a testimoniare da parte di adulti e minori nel contesto penale e civile e ambiti di intervento”
– Sabato 20 febbraio 2021: “Il Cybercrime e la nuova frontiera della criminalità: lineamenti giuridici e profili operativi”
 
Entrambi i webinar sono gratuiti per i Soci AcISF con regolare iscrizione.

OttO di Michela Monti – Triskell 2020

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OttO di Michela Monti (Triskell 2020) non è solo, come riportato in copertina, “la conclusione di una saga appassionante”; è anche e soprattutto un romanzo tenero e feroce sul post-umano, sulla responsabilità, sulla disabilità vera o presunta che percepiamo come a-nomalia, a-normalità, dis-umanità. La protagonista che si risveglia dopo un lungo coma rientra nella tradizione utopica/distopica del ritorno alla vita di veglia dopo un’esperienza straordinaria, e straordinario è il plot che ci attende, indipendentemente dai due romanzi precedenti. Succede una cosa curiosa – ho provato a rileggere i due volumi precedenti, 83500 (2012) e M.T.V.M. (2019), e mi sono resa conto che la trilogia funziona anche così – giuro, provare per credere. Quindi: un volume di cui non si può fare a meno se avete già letto gli altri due, ma anche da cui si può agevolmente iniziare la saga, continuando poi con gli altri due. La storia si rigira infatti su se stessa a spirale, avvolgendo il lettore fra le sue spire e facendoci compiere ogni sorta di acrobazia, in un continuo altalenare di fughe, prigionia, disgregazione e ricomposizione. Uno studio, in definitiva, sul nostro presente, su quello che forse ci aspetta, con un risvolto poetico e crudele insieme sulla maternità, sul femminile, sull’amore, sul pregiudizio e sull’amicizia. Tutto in salsa noir, noirissima. (a.c.)

LA BUGIARDA di Hannelore Cayre

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Splendidamente tradotto da Tiziana Prina, è il nuovo nato delle Edizioni Le Assassine    un romanzo pluripremiato, da cui è stato tratto un film con Isabelle Huppert; acido, arguto e “nerissimo” dalla prima all’ultima pagina, tanto da ricordare a tratti la grandissima Patricia Highsmith. Un incalzante racconto in prima persona che non lascia pause ma connette in una danza vertiginosa Baudelaire e Proust, Audrey Hepburn e Louis Armstrong, l’insalata Miami e la cannabis, un cane capace di sorridere e i creazionisti. Leggendolo, impareremo molto sulla sinestesia bimodale e sui biscottini all’arancia… e non solo. Da non perdere. 

a.c.

HANNELORE CAYRE

Haiku noir i vincitori del 2020

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 [häikɯ][Kuro]
Pubblichiamo di seguito i nomi dei partecipanti al concorso Haiku noir 2020 che risultano occupare i primi posti.
Con 69 punti risulta vincitrice Maria Teresa Sisti
Secondo posto a pari merito a quota 68 per Athena Caulfield, Marco Monari e Maria Grazia Dessì.
Di seguito i testi dei vincitori: 
 

squarcio nell’alba –

quella sirena taglia

come una lama

                Maria Teresa Sisti

ultimo colpo

centra cuore e federa

con orlo a giorno

             Maria Grazia Dessì

Nero su nero 

il cadavere giace

nel suo passato

           Marco Monari

Her eyes wide open.

The last hint of life deeply

Fixed on his conscience

          Athena Caulfield

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