Il corpo del peccato di Silvia Di Giacomo

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Silvia Di Giacomo, Il corpo del peccato, Foschi Editore, 14 €

Un’anziana signora della ricca borghesia bolognese viene trovata morta nel suo appartamento. Appartiene a una nota e riverita famiglia di notai, collezionisti compulsivi, e l’omicidio viene subito collegato con il furto di preziosi orologi. Questa, almeno in apparenza, la vicenda narrata nel romanzo di Silvia di Giacomo. Un romanzo noir che in realtà va molto oltre la semplice vicenda e diventa ben presto un interessante spaccato della società in cui viviamo, degli ambienti e i personaggi che caratterizzano gli aspetti visibili e anche quelli in apparenza invisibili delle nostre città. Come in ogni noir che si rispetti, i veri protagonisti diventano la città e i suoi personaggi, divisi da stridenti stratificazioni che talvolta si compenetrano con effetti difficilmente immaginabili a priori. A svolgere le indagini è il commissario Claudio Degli Esposti, sensibile e profondo conoscitore dei diversi ambienti che coesistono nella città, nei quali può contare su amicizie e informatori, e dei quali conosce regole e punti deboli. Ma nel corso delle indagini l’attenzione del commissario viene distolta da altri casi, altre vicende che sembrano correre parallele, riguardanti altri strati e altri ambienti, ma i cui fili si intrecciano e dal garbuglio emergono nuove e inattese informazioni, collegamenti, congetture, sorprese, strappi. E nel seguire questi fili l’autrice non dimentica di evidenziare i problemi, le contraddizioni ma anche i punti di forza e la bellezza dell’ambiente bolognese, così come di tante città italiane. Un’operazione ben riuscita, elegante e avvincente, con una scrittura scorrevole e con il giusto mix di descrizioni crude e storie tenere, grazie anche alla coesistenza di personaggi di varie età ed estrazioni sociali. E con la dovuta eleganza e riconoscenza l’autrice riesce persino a rendere omaggio ad alcuni maestri, da Scerbanenco a Lucarelli.

Gian Italo Bischi

URBINOISE. Noir e paesaggio sonoro

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Call for papers

URBINOISE. Noir e paesaggio sonoro

URBINO 25-26-27 novembre 2020

Nell’International Year of Sound, Urbinoir 2020 è dedicato al paesaggio sonoro del noir. 

Si tratta di indagare un panorama variegato e complesso che include voci e silenzi, suoni e rumori, musica e colonne sonore. A volte il suono accompagna il delitto, a volte l’indagine; ora sottolinea stati d’animo, ora si ricollega alla scena del crimine… 

può trattarsi delle parole di una testimonianza oppure di una confessione… 

ma può consistere anche solo nell’origliare, o nell’imbattersi in un indizio sonoro inaspettato …altre volte si basa invece su ricordi riattualizzati…. ma racconta 

in ogni caso, sempre, una storia che va a interfacciarsi con ciò che magari gli occhi 

non vedono. L’evento si inserisce anche nel progetto di dipartimento
“Talking Noir. I(l) linguaggi(o) del genere thriller, noir e poliziesco tra giornalismo, letteratura e cinema”.

Inviare un abstract di max 300 parole, completo di parole chiave e breve bio, ad <alessandra.calanchi@uniurb.it> entro il 20 aprile 2020. 

Risponderemo entro il 30 maggio.

Vincitori Haiku-noir 2019

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 Pubblichiamo di seguito i testi e i nomi dei vincitori del concorso Haiku-Noir 2019

1^ classificata: Rita Simonetta Sarchi

Tacchi a spillo 

Tra cespugli di rose 

corpo di donna 

2^ classificato: Giorgio Franceschelli ex-aequo

Si secca il sangue

Tra le pagine – morte 

Nel pomeriggio.

2^classificato: Elisa Marchetti  ex-aequo

Mascara sciolto

Luccica al primo flash

Fiume scarlatto

2^classificato: Giorgio Ghioni  ex-aequo

Spari  nel campo

foglie di granoturco 

sporche di sangue

Mezcla, piera carroli

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Iniziamo l’anno con una segnalazione. Il libro di Piera Carroli, Mezcla. World noir in Italy (Troubador, UK 2019) tutto dedicato ai romanzi di Marilu’ Oliva apre un nuovo territorio agli studi accademici e di genere, in quanto mescola (e la mescolanza fa parte della dichiarazione d’intenti fin dal titolo) linguaggio critico e fandom, creando una zona franca in cui riflettere su una scrittrice italiana nell’arena del noir internazionale. Rigorosamente bilingue, così come la stessa Carroli eroina dei due mondi (ricercatrice italiana in Australia), il volume è costituito da vari saggi che creano una mappatura delle opere di Oliva, dalla trilogia della Guerrera a quella del Tempo, passando per l’impegno contro il femminicidio e approdando alla produzione recente (Lo zoo, Musica sull’abisso). Uscito a dieci anni esatti dal romanzo d’esordio (Repetita), Mezclainterpreta una poetica di inclusione, contaminazione e intercultura  comune a entrambe le autrici – Oliva e Carroli – sullo sfondo di un panorama italiano noir sempre più aperto alle suggestioni imposte dalla globalità, a partire dalla società multietnica per giungere alla cittadinanza digitale. Un esperimento a più voci, che vede i nomi di Maricetta Barbaro, Camilla Ghedini, Laura Lori fra gli altri, e che rende omaggio a numi tutelari che spaziano da Dante Alighieri a Donna Haraway per definire la poetica straordinaria di un’autrice capace di introspezione psicologica e analisi sociologica, incamminatasi sulla strada di un noir che è anche Bildungsroman, romanzo di denuncia e di resistenza, strumento di rivendicazione etica.

a.c.

Recensione di Non e’ un mestiere per uomini

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Dal blog  di Valerio Calzolaio una breve recensione

Anna Katharine Green
Non è un mestiere per uomini. I primi tre casi di Violet Strange
Marsilio Venezia, 2019 (orig. americano 1915)
A cura (e traduzione) di Alessandra Calanchi
Con una nota di Giuseppina Torregrossa

L’americana Anna Katharine Green (1846-1935) è stata una delle più grandi scrittrici del genere mistery, noir, policier, kriminal, giallo. Finalmente! Era proprio ora di riscoprirla ed è così che andrebbero sempre pubblicati testi letterari non contemporanei!

per leggere l’articolo 

Leonardo a Urbino

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Corre l’anno 1502. Urbino è governata da Cesare Borgia, il Valentino, figlio del papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia). Tra il 22 giugno e il 2 luglio arriva a Urbino Leonardo da Vinci per ricevere da Cesare Borgia la nomina a «Prestantissimo et Dilectissimo Familiare Architecto et Ingegnero Generale». L’ incarico viene formalizzato il 18 agosto 1502. Ma Leonardo è soprattutto interessato alla biblioteca e alle stupende soluzioni architettoniche che può ammirare nella città dei Montefeltro (il duca Guidobaldo è in esilio a Mantova). E prende tantissimi appunti, nei piccoli taccuini che porta sempre con sè…
…se vuoi sapere di più su questa storia vieni a Palazzo Battiferri martedì 19 novembre alle ore 15 (locandina allegata).   
Vedi anche:

Istituzione del “Premio di Traduzione Noir Tullio Dobner”

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L’idea del premio nasce a partire dall’iniziativa URBINOIR, che si tiene a Urbino da oltre dieci anni. presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione, Studi Umanistici e Internazionali, e organizza varie iniziative in collaborazione col territorio (comune, associazioni culturali, contrade, ecc.) legate al genere letterario e cinematografico noir (mistero, enigma, poliziesco…). Al suo interno ci sono vari sottogruppi fra cui CINENOIR, HaikuNoir e un laboratorio di traduzione coordinato dalla prof.ssa Francesca Carducci. Da quest’ultimo nacque alcuni anni fa il concorso TRADUNOIR in collaborazione col Centro Linguistico d’Ateneo (CLA) diretto dalla prof.ssa Enrica Rossi e con la casa editrice Delos Books (Milano) di cui è responsabile il dott. Luigi Pachì. Grazie a entrambi abbiamo potuto premiare ogni anno uno o più vincitori – anzi, vincitrici – a cui è stato offerto un regolare contratto di traduzione con royalties. Le opere sono edite da Delos Digital e recano il “bollino blu” del nostro Ateneo. Quest’anno, con la prematura scomparsa dell’amico Tullio Dobner, traduttore di Stephen King e di decine di altri autori di thriller e noir, abbiamo deciso di dedicare a lui il nostro concorso di traduzione, aprendolo anche a studenti su tutto il territorio nazionale e naturalmente chiedendo una collaborazione più ampia a importanti case editrici e altri soggetti attivi sul territorio. Parteciperanno dunque oltre al citato CLA anche l’associazione Lingua Ideale, l’Anils Urbino e il Circolo Culturale Cittadino. Con piacere hanno dato la loro adesione le case editrici Minimum Fax e Newton&Compton. Sostengono il progetto WIT (women in translation) e Officina del Traduttore. Il concorso, in precedenza riservato a studenti iscritti all’ateneo di Urbino (frequentanti il corso di laurea magistrale in Traduzione Editoriale e Formazione Linguistica oppure Comunicazione Interculturale d’Impresa), verrà dal 2020 aperto a tutti gli studenti sul territorio nazionale che rispondano ai requisiti che verranno indicati dal bando. Il concorso sarà comunque a numero chiuso e non potranno esserci più di due vincitori/vincitrici ogni anno. I premi consisteranno in uno o più contratti editoriali e uno stage presso una casa editrice.

Il progetto, coordinato dalle docenti Alessandra Calanchi e Francesca Carducci, si avvale ogni anno della collaborazione di un terzo esperto linguistico, a rotazione. Nel 2019 è iniziata una collaborazione con l’Università della Tuscia, nella figura del prof. Taglialatela, che ci auguriamo di proseguire. Nel 2020 il Comitato Scientifico comprenderà oltre ai docenti già nominati:

  • per l’Università di Urbino: i membri del progetto di valorizzazione “Talking Noir” (Margherita Amatulli, Jan Marten Ivo Klaver, Massimiliano Morini, Roberto Salvucci);
  • per altre Università italiane e straniere: Maurizio Ascari (Un. di Bologna), Andrea Malaguti (Umass. Amherst, USA), Stella Mattioli (Un. Charlottesville, Virginia, USA), Anita Montenegro (Scuola Superiore Mediatori Linguistici di Ancona), Barbara Pezzotti (Un. Monash, Australia), Francesca Saggini (Un. della Tuscia);

  • gli esperti: Luca Briasco, Cristina Brondoni, Raffaella Viola Dobner.

Grazie ai partner precedentemente indicati, e a quanti vorranno proporsi in seguito, è inoltre nostra intenzione organizzare conferenze, winter e summer schools, giornate di studio sulla traduzione, con l’obiettivo di coinvolgere i professionisti della cultura (non solo traduttori ma giovani scrittori, docenti, studiosi) e con particolare enfasi sul genere thriller/noir e sull’importanza della lingua d’arrivo.

Articolo di lancio su Il Giorno

Alessandra Calanchi e Urbinoir ricordano Andrea Camilleri

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Comunicato stampa pubblicato il giorno 17/07/2019

Fu l’allora Rettore dell’Università, Stefano Pivato, che quasi per scherzo mi disse: “Perché non diamo una laurea honoris causa a Camilleri?” Ma non scherzava. E così mi attivai – conoscevo Maurizio Vento che allora era in Sellerio, e fu tutto molto semplice. Camilleri accettò con l’entusiasmo di un ragazzo, ed eccolo il 15 novembre 2012 a Urbino, sorvegliato speciale di due donne meravigliose – la moglie Rosetta Dello Siesto e la segretaria Valentina Alferj – da cui ogni tanto fuggiva per fumarsi un sigaro in santa pace in piazza, accanto agli studenti che passavano e mormoravano “ma è proprio lui?”

Ma andiamo per gradi. Prima, bisognava scrivere la Motivazione. Formammo una squadra – Roberta Mullini e io in qualità di studiose dei generi letterari e del poliziesco, Antonio Comune come profondo conoscitore della lingua e cultura siciliana, e Jan Marten Ivo Klaver preposto a indagare l’ampiezza del fenomeno-Camilleri nell’arena internazionale. Lavorammo con efficienza, rapidità e coordinazione, come una squadra in una stazione di polizia.

Ma la vera emozione fu vestire le toghe e ascoltarlo parlare della Lingua Italiana davanti a un’Aula Magna gremita di giovani e meno giovani, sorridere con garbo alle sue stesse battute, visitare con lui il Palazzo Ducale e condividere la sua ammirazione per la grande bellezza di Urbino. E ancora più emozionante fu sgattaiolare nella sala stampa, Klaver e io, a consegnargli furtivamente, “di persona personalmente”, dribblando giornalisti, colleghi e forze dell’ordine la targa di Urbinoir, affettuosa espressione di massima stima da parte del nostro gruppo di lavoro che ogni anno organizza a Urbino un convegno sul noir. La foto che ci ritrae, scattata da Paolo Bianchi, fotografo dell’Ateneo, è tuttora molto visualizzata in rete.

Prima di concludere devo però raccontare di un’altra grande emozione, quella che il Maestro ci ha regalato autorizzandoci nel 2017 a pubblicare un suo pezzo inedito in un volume della nostra collana “Urbinoir studi” (I labirinti della mente. Tra criminal profiling e thriller psicologico, 2018).  Si trattava di un esilarante botta-e-risposta con l’artista Luigi Toccacieli, che in anni passati gli aveva chiesto insistentemente un parere su una sua mostra di disegni al carboncino. Sono poche pagine di puro divertimento e di profondo spessore culturale, che vi invitiamo a leggere e rileggere.

Per concludere, vorrei rivolgermi a chi utilizza il linguaggio dell’odio per diffamare e insultare altri esseri umani – chiunque siano –  nel momento in cui sono impossibilitati a difendersi. E’ un segno di degrado umano e culturale, una vergogna senza giustificazione. Chi ha qualcosa da dire, invece di scagliare pietre, impari a usare la Lingua e la Cultura come ci hanno insegnato i Maestri.

Grazie, Andrea.

 Alessandra Calanchi

Altro intervento di Alessandra Calanchi su Sherlock Magazine

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