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Riconoscimento di Urbinoir a Gianrico Carofiglio

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Alla presenza di un pubblico interessato e curioso, ieri sera al teatro Sanzio di Urbino,   Gabriele Cavalera ha intervistato  Gianrico Carofiglio sulla più recente attività letteraria dello scrittore barese. La lunga e piacevole chiacchierata ha fatto luce anche sul modus operandi del romanziere, i suoi personaggi e interessanti aneddoti della sua biografia. Al termine della serata anche Urbinoir ha voluto offrire il proprio contributo consegnando a Carofiglio, dalle mani di Gianni Darconza e a nome di tutto il gruppo,  una targa quale riconoscimento del suo impegno nella fiction di investigazione  e per la qualità della sua scrittura. 

 

In ricordo di Valerio Evangelisti

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Era il 20 dicembre 2005 e avevo organizzato con alcuni colleghi dell’Università di Urbino un incontro intitolato “I colori nella letteratura americana” presso la Biblioteca San Giovanni, a Pesaro. Gli invitati erano due: Maria Giulia Fabi (Università di Ferrara) che ci parlò di Legami di sangue di Octavia E. Butler e Mai più nero di George S. Schuyler, e Valerio Evangelisti con cui parlammo dei suoi romanzi Black Flag (2002) e Il collare di fuoco (2005).

Non era ancora nato URBINOIR, ma ci stavamo lavorando.

Ho rincontrato alcune altre volte Valerio a Bologna, ci siamo scambiate e-mail, alcune allegre altre tristi. Tutte intense. Ci siamo fatti coraggio a vicenda quando le cose andavano male.

Ora è il 19 aprile ed è tardi per invitarlo di nuovo a Urbino, perché ieri se ne è andato. E la sua mancanza è la mancanza di una persona speciale, un’altra luce che si è spenta.

(a.c.)

Curiosamente, spunti incrociati: Brizzi – Cornelli

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Venerdì 4 febbraio alle 16.30 si è tenuto online un interessante dialogo fra una scrittrice che già conosciamo (l’ispettrice di polizia Debora Brizzi, Urbino e le città del libro noir 2019) e un criminologo che non abbiamo ancora avuto l’onore di avere con noi ma che speriamo di avere presto a Urbino (il prof. Roberto Cornelli, Un. Milano Bicocca). “CuriosaMente” è il titolo del ciclo di incontri organizzati dalla Biblioteca d’Ateneo, di cui questo evento fa parte. 

L’incontro si è svolto a voci alternate, in forma di dialogo sulle modalità on cui le polizie sono raccontate nei romanzi e nei saggi scientifici e sulle loro diverse rappresentazioni nella vita quotidiana, a partire dai libri più recenti dei due relatori: il romanzo di Deborah Brizzi La stanza chiusa (Mondadori 2018) e il saggio di Roberto Cornelli La forza di polizia. Uno studio criminologo sulla violenza (Giappichelli 2020).  Tra i temi trattati, emergono quelle che chiamerò le tre V: verità, vendetta, violenza. Queste tre parole sono connesse e vale la pena riflettere sui percorsi che le uniscono, tra cui la ricerca dell’ordine, la costruzione della malvagità, la sopraffazione sui soggetti vulnerabili, la (s)fiducia nelle istituzioni, l’educazione affettiva, l’uso della forza nelle relazioni.

Con piacere ho imparato da Cornelli una parola nuova – pleonexia – e da Brizzi un’espressione –  l’“invidia della tenerezza” – che ribalta in modo molto intrigante lo stereotipo dell’  “invidia del pene” di freudiana memoria.

L’incontro si è tenuto come un ping-pong (proprio questo termine è stato usato dal presentatore) e siamo grati agli organizzatori per averci inconsapevolmente seguiti sulla strada da noi inaugurata nell’ultima edizione Urbinoir (2021) col ping-pong noir fra Michele Catozzi e Tiziano Mancini. 

Bello anche che il titolo, “Fuoco incrociato”, sia stato subito ribattezzato dai relatori “Spunti incrociati”. Che bello uscire dalle dinamiche della competizione e dello scontro ed entrare in un mondo di interconnessione e di rispetto dell’Altro.

https://www.biblio.unimib.it/it/eventi/fuoco-incrociato 

(a.c.)