Abyssus Abyssum invocat

L’abisso invoca l’abisso è una storia scritta da Michele Bartolucci, violinista nonché bibliotecario dell’Università di Lingue a Urbino. La passione per la cultura, l’arte e la sua bella città sono state sicuramente le ragioni che hanno portato ad inscenare un delitto nella sua bella cittadina. La realtà urbinate è ritratta in un rapporto dicotomico tra il suo periodo rinascimentale e il chiacchiericcio di cittadina universitaria nel XXI secolo. Per gli amanti della città di Urbino sarà un piacere ripercorrere con l’immaginazione le stradine di ciottoli e le salite che portano alla Casa Natale di Raffaello, a Palazzo Baldani o alla Piazza. Per coloro che non l’hanno visitata, può essere uno stimolo a saperne di più su questa piccola società culturale. In questo racconto, Urbino viene ritratta quasi come uno spirito incombente, un guardiano che gelosamente custodisce tutti i vizi e i peccati di un giovane e bislacco “Duchino”. Giulia, una studentessa di storia dell’arte, nello svolgere una tesina si trasformerà in una detective improvvisata venendo a contatto con antichi archivi, preziosi reperti e lettere dallo stampo ducale. Assieme a Giulia, il filo conduttore della storia diventa un quadro raffigurante una misteriosa donna bellissima, Argentina. La scelta del nome rimanda alla donna carismatica e affascinate che “lanciò dardi d’amore”, divenendo oggetto del suo stesso peccato. Il quadro della donna riprende vita davanti Giulia, ripetendo inesorabile la profezia: “Abyssus abyssum invocat”. Alla fine del testo si rimane affascinati dalla quantità di informazioni condensate in appena 50 pagine di narrazione, che svelano al lettore gli intrighi sepolti sotto la stessa città. Personalmente, da studentessa e appassionata di storia dell’arte, ho apprezzato tutto il panneggio della storia che diventa un compendio tra scuola baroccesca, la coppia innamorata dei due giovani studenti e gli intrighi a Palazzo Ducale.

Daniela Cellini

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Call for papers – URBINOIR 2017

 

22-23-24 novembre 2017

Doctor “Giallo” e Mister Noir da Lombroso al criminal profiling

Le svolte che la mente affronta durante il percorso di evoluzione sono il prodotto continuo di scelte in reazione all’ambiente esterno – famiglia, amicizie, rapporti lavorativi, stimoli culturali, relazioni umane. Riguardano non solo il mondo esterno a noi ma anche il corpo e il mondo intrapsichico. L’approccio scientifico multidisciplinare è alla base della criminologia, che riceve gli apporti delle scienze dure come la biologia e la genetica, le scienze della psiche, il diritto e lo studio dell’anima promesso dalle scienze letterarie. Ma come si forma una mente criminale? E come viene rappresentata nella scrittura e nelle arti? Il romanzo di investigazione nel corso del Novecento è sempre più orientato allo studio della psicologia dei criminali piuttosto che alle prove fisiche, oggettive, che possono essere anche falsificate e quindi provocare errori. L’investigatore cerca prove più scavando all’interno della personalità dei personaggi che nelle tracce lasciate. URBINOIR 2017 sarà dedicato alla psicologia, ai lati oscuri della mente e alle implicazioni di tipo legale, giuridico, clinico nell’universo letterario, artistico e cinematografico. Si accolgono contributi su temi quali lo sdoppiamento di personalità, il doppio inteso come immagine speculare dell’investigatore che si immedesima nel criminale (e viceversa), il criminal profiling, l’evoluzione moderna delle neuroscienze e loro utilizzo in campo investigativo, le influenze della psicanalisi sul noir.

Si prega di inviare titolo dell’intervento proposto e breve abstract entro il termine perentorio del 15 maggio a:

alessandra.calanchi@uniurb.it                         giovanni.darconza@uniurb.it

Call for papers 2017 Urbinoir