Interessanti scoperte

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Il genere “giallo”, costruito intorno alla paura e al mistero, affascina un pubblico più vasto rispetto ad altri generi letterari che piacciono in base ai gusti del lettore. Forse perché la paura e il mistero sono elementi che esistono e ci appartengono. Oggi, grazie a questo incontro, e in particolare all’appassionata relazione di Luca Crovi (critico, conduttore e autore) e dei coniugi “Michael Gregorio”, ho scoperto delle cose interessanti e inaspettate: il noir che nelle librerie è comunemente chiamato “giallo” è in realtà un genere lievemente diverso, che potrebbe addirittura comprendere alcuni libri che non avrei mai pensato di inserire in questa categoria. Ad esempio, I Promessi Sposi di Manzoni, che fu definito da Edgar Allan Poe una storia cupa e gotica, o ancora le famose fiabe dei fratelli Grimm, che non hanno niente di fiabesco se si riflette sulle vicende narrate, bensì raccontano “storie terribili” tratte dalla tradizione orale dei contadini della Prussia. Tuttavia questa storie piacevano ai bambini come me e piacciano ancora a quelli di oggi. Inoltre, interessante è stato scoprire che l’italiana Leonarda Cianciulli, conosciuta come la saponificatrice di Correggio e della quale sono venuta a conoscenza solo oggi, sia una figura forse ancor più gotica e noir del ben più noto Jack the Ripper. Un altro aspetto curioso è come gli autori noir scrivono le trame dei loro romanzi, di cui ci ha parlato Luca Crovi, che ha intervistato moltissimi autori noir: la maggior parte scrive in cucina con la loro famiglia intorno perché hanno bisogno di ispirarsi dal reale, anche da un particolare insignificante. Poi c’è Stephen King che è in grado di lavorare su più romanzi allo stesso tempo e senza fare schemi; c’è chi riesce a scrivere a occhi chiusi la sua storia e poi la rilegge e c’è ancora chi ha bisogno di gente, di pubblico intorno a sé per scrivere. In sintesi, se il “giallo” è rassicurante perché il caso si risolve e il crimine viene punito, come in Sherlock Holmes di Conan Doyle, il noir non lo è affatto perché solleva delle questioni realmente esistenti nella società. Pensiamo ad esempio a Romanzo criminale di De Cataldo che, attraverso la storia vera della banda della Magliana a Roma, solleva il problema della criminalità organizzata nell’Italia degli anni ’70; oppure Gomorra di Saviano, che vuole farci conoscere più da vicino la realtà criminale del Meridione. Molti romanzi “gialli” e noir hanno ispirato anche delle serie televisive, come La Signora in Giallo, che io stessa vedevo da bambina. Questo vuol dire che il genere è molto popolare, soprattutto tra i giovani che probabilmente trovano più piacevole una serie televisiva piuttosto che un romanzo. Oggi, il pubblico del noir e del “giallo” è sicuramente diverso da quello di ieri, come ha affermato Adele Guerra, la giovane autrice dell’ultimo volume della collana “Urbinoir Studi”, Sherlock on Air (Aras Edizioni): è più attivo, è in grado di scegliere e di scrivere un’opinione su un romanzo. Grazie ai social network, credo che il pubblico, non uno qualsiasi ma un pubblico di lettori informati, si faccia protagonista della scrittura stessa e possa aiutare e in parte orientare le scelte dell’autore.

Elisa Paoletti