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nero lucano di piera carlomagno

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 La patologa e antropologa forense Viola Guarino, specialista nell’esame della scena del crimine e dotata di un intuito “da strega”, già protagonista del noir “Una favolosa estate di morte”, torna a cimentarsi con una vicenda ambientata in Lucania, dove uno spietato serial killer lascia le sue vittime con il cranio spaccato e una carta geografica in mano. È di nuovo a fianco del sostituto procuratore di Matera, Loris Ferrara, ma questa volta in una affascinante, e allo stesso tempo inquietante, Matera invernale, all’indomani del suo exploit come capitale europea della cultura.

Un romanzo che nelle prime pagine cita “La Caduta” di Camus, e mostra professionisti di successo, che si sono arricchiti sfruttando nuove possibilità, accanto a vecchi notabili ancora in grado di condizionare amicizie e decisioni politiche. Le vicende narrate suggeriscono anche tante tonalità e tanti significati del nero: il nero della “Madonna nera” di Viggiano, il nero degli abiti delle anziane donne lucane, il nero del petrolio della Val D’Agri e alcune sue nere conseguenze, fatte di appalti, corruzione, degrado ambientale. E, naturalmente, il nero del noir, quello del degradato contesto sociale che si manifesta mano a mano che le indagini conducono gli inquirenti a scavare nei meandri della società, mostrando quello che sta dietro le apparenze. Quel “contesto” che richiama alla mente Sciascia, coi suoi noir che ben presto diventano analisi sociali e politiche.

Ma anche i toni del rosso diventano importanti: il rosso dei pavimenti delle vecchie ville lucane, di certi dipinti, e naturalmente del sangue. Tre delitti, con le stesse modalità e scanditi da altrettante pagine letteralmente “strappate” dalla Divina Commedia. Una stessa mano, ma in apparenza senza un movente. Indagini complesse, che procedono su più fronti, nello spazio e nel tempo, scavando nei luoghi dei delitti ma anche nei ricordi di tempi passati, muovendosi razionalmente ma anche con un po’ di intuito e di fortuna. 

La scrittrice salernitana Piera Carlomagno, giornalista professionista e presidente dell’associazione noir “Porto delle nebbie”, che organizza il SalerNoir Festival, ci conduce di nuovo fra i profondi calanchi lucani, profondi come la storia di questa terra, che si divide fra tradizione e innovazione, con la protagonista Viola che sfreccia sulle due ruote della sua potente Ducati da un luogo all’altro, da un uomo all’altro, e la saggia nonna, di professione lamentatrice funebre, che le cucina piatti tradizionali e le parla con un incomprensibile (almeno per noi) dialetto lucano.

GIB, 4 giugno 2021

Piera Carlomagno “Nero lucano”, Solferino Editore, 18€.

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