Mezcla, piera carroli

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Iniziamo l’anno con una segnalazione. Il libro di Piera Carroli, Mezcla. World noir in Italy (Troubador, UK 2019) tutto dedicato ai romanzi di Marilu’ Oliva apre un nuovo territorio agli studi accademici e di genere, in quanto mescola (e la mescolanza fa parte della dichiarazione d’intenti fin dal titolo) linguaggio critico e fandom, creando una zona franca in cui riflettere su una scrittrice italiana nell’arena del noir internazionale. Rigorosamente bilingue, così come la stessa Carroli eroina dei due mondi (ricercatrice italiana in Australia), il volume è costituito da vari saggi che creano una mappatura delle opere di Oliva, dalla trilogia della Guerrera a quella del Tempo, passando per l’impegno contro il femminicidio e approdando alla produzione recente (Lo zoo, Musica sull’abisso). Uscito a dieci anni esatti dal romanzo d’esordio (Repetita), Mezclainterpreta una poetica di inclusione, contaminazione e intercultura  comune a entrambe le autrici – Oliva e Carroli – sullo sfondo di un panorama italiano noir sempre più aperto alle suggestioni imposte dalla globalità, a partire dalla società multietnica per giungere alla cittadinanza digitale. Un esperimento a più voci, che vede i nomi di Maricetta Barbaro, Camilla Ghedini, Laura Lori fra gli altri, e che rende omaggio a numi tutelari che spaziano da Dante Alighieri a Donna Haraway per definire la poetica straordinaria di un’autrice capace di introspezione psicologica e analisi sociologica, incamminatasi sulla strada di un noir che è anche Bildungsroman, romanzo di denuncia e di resistenza, strumento di rivendicazione etica.

a.c.

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