Contro le scelte facili

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Ci sono opere che sono doni per chi le legge, stimolando il desiderio di conoscenza e scoperta, di guardare oltre i propri confini attuali.
Questo, le scelte di vendita banali non potranno mai realizzarlo.

La “formula” del mercato odierno, superficiale e modaiola, può avere ricavi con edizioni “facili”, ma non può sostituire la serietà, la critica riflessiva, la curiosità che spingono chi ama a dare tutto se stesso per capire, spiare e auspicabilmente, far conoscere e amare il giallo. Le scelte facili sono persino un insulto per chi guarda con serietà alla letteratura.
Ritengo inoltre che le azioni del cosiddetto marketing stiano trasformando la letteratura gialla in qualcosa di incolore, insapore, inodore. Come? Seguendo la tendenza commerciale, spesso un mero travestimento verbale che cela una sudditanza verso il gusto consumistico, la moda del momento, della lettura facile, estemporanea e passeggera, meglio ancora se tie-in con l’ultima versione cinematografica, privata persino di introduzioni valide, che sembra non voler lasciare spazio alla volontà – qualora ce ne fosse nel mare magnum del pubblico “addomesticato” – di riflettere.
Chi ama il giallo, invece, ama anche osservare, pensare, scandagliare ciò che questo particolare ambito comunica, andando spesso ben oltre i dettami di un canone, di una tradizione, di un puzzle.
Eppure ho l’impressione sempre più dolorosa che venga (a volte anche dalle più grande case editrici) trattato come un prodotto da (s)vendere, sfruttando la fama dei nomi di punta e persino piegando questi nomi a ciò che si ritiene essere “il piacere dei più”… per ottenere cosa? Guadagni? A quale prezzo? Così ci si ritrova a osservare riproduzioni variegate, testi pubblicati anche solo in digitale, più o meno curati sia esteticamente sia dal punto di vista della qualità del contenuto (Introduzione, note, traduzione accurata).

Non faremo nomi ma i lettori e le lettrici di gialli non si lasceranno ingannare e sapranno riconoscere le edizioni autorevoli. Le lancette degli orologi scorrono: sarà il tempo a dare ragione a chi ama, lasciando nell’oblio chi invece, privo di autentica passione, miseramente sfrutta.

FEDERICA CRESCENTINI

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