A Urbinoir si torna sempre

GEMELLAGGIO URBINOIR E FESTIVAL GIALLO GARDA

Ovvero, “The created IS NOT the creator” Sono tornata con molto piacere per il secondo anno consecutivo all’evento Urbinoir e al contrario di quanto spesso viene detto quando si partecipa a una manifestazione a cui già si ha già avuto modo di assistere non è venuto meno quel senso di meraviglia e curiosità propri dello spirito bambinesco che caratterizza la nostra esistenza. Sembra infatti che molte cose siano banali soprattutto al giorno d’oggi, in cui vi è un senso di disincanto e disillusione totale per ogni minimo elemento, in cui le persone sono sempre alla continua ricerca quasi mai conclusa con successo di un bagliore, di una scintilla che le possa smuovere dal loro torpore quotidiano. Ed è per questo che piace anche lo scandalo suscitato da programmi televisivi privi di senso che ci possano fare uscire dal nostro vivere quotidiano. Mi verrebbe da dire, pensando proprio a Urbinoir, che ognuno di noi ha uno Stewart dentro di sé, il protagonista de: “La finestra sul cortile” di Hitchcock che trova una via di fuga dalla noia della vita grazie ad una banale finestra che si affaccia sul suo cortile. Ebbene Urbinoir non è nulla di tutto questo, non è né scontato né già visto. Prevedo di non stupire nessuno con queste mie parole (forse anche queste sono banali) per l’introduzione a un evento in cui, tra i diversi interventi, vi è anche quello di Giulio Segato, un giovane studioso che pone al centro della sua discussione Hopper, pittore americano del 900 che “può essere studiato da diversi punti di vista, tra cui il principale è quello di pittore metafisico”. Il focus su questo artista è proprio dovuto al fatto che può essere considerato un pittore noir, termine c he ci fa sorridere ma che ci fornisce la giusta visione di come questo genere abbia contaminato ogni tipo di arte dai romanzi, al cinema e perfino alla pittura. Ma prima di discutere di questo aspetto, è importante spendere qualche parola su Giulio Segato per non dare ragione a Flaubert, che diceva che “L’homme c’est rien, l’oeuvre c’est tout”. Un ragazzo discreto e visibilmente emozionato, che proprio per questo mi ha subito ricordato i detective dei tanti romanzi noir, impacciati ma molto intelligenti e che sanno portare dalla loro parte ogni lettore, data la simpatia che li contraddistingue. Segato ha fornito un interessante excursus delle opere di Hopper caratterizzate da elementi noir come “Night on the El train” (1918) e “Night Shadows” (1921), in cui è presente il tema della solitudine urbana e che ricorda The Maltese Falcon (film del 1941 di John Huston). L’intento di Hopper, come ha spiegato Segato, era quello di rappresentare ogni notte e ogni uomo nei suoi quadri ed è proprio questo senso di universalità che mi piace di questo artista. La cosa bizzarra è stata che la sera stessa della manifestazione mi sono imbattuta, in uno dei pub di Urbino, proprio nel dipinto di Hopper “Night Hawks” presentato da Giulio Segato ma mai visto fino a quel momento forse per la superficialità con cui il mio sguardo si perdeva nel guardare intorno a sé senza focalizzarsi su un punto in particolare. Credo che lo scopo del suo intervento sia stato proprio quello di portare alla luce un artista così importante ma che al tempo stesso non tutti conoscono e dotare i neo appassionati al genere come me di uno strumento nuovo attraverso cui scrutare la realtà del noir. Devo dire che quello che più mi ha colpito è stato il generale clima di amicizia che si poteva percepire nella stanza tra la professoressa Calanchi e i vari ospiti tra i quali era presente anche il prof. Andrea Nonfarmale, presidente della manifestazione Festival Giallo Garda con cui Urbinoir ha stretto una sorta di gemellaggio. Per concludere è d’obbligo aggiungere che anche quest’anno l’evento è stato organizzato in maniera impeccabile e con grande cura per ogni dettaglio, mettendoci cuore e passione e mi sento di andare contro quello che sentenziava il caro vecchio Doyle con “the created is not the creator” perché in questo caso credo proprio che il risultato rispetti proprio le persone e lo spirito con cui è stata presentata questa meravigliosa manifestazione che spero continui ancora per molto tempo.  Angelica Santi