La posta del cuore

Share
La posta del cuore
di Alessandro Berselli

Carissimo Alessandro,
ho letto da qualche parte che la stricnina ha un sapore molto amaro e che i sintomi, piuttosto dolorosi, sopraggiungono in genere dopo quindici-trenta minuti dal momento in cui viene ingerita. Considerando che mia moglie mi odia e che il caffè che mi ha fatto bere dieci minuti fa faceva veramente vomitare, secondo te devo preoccuparmi?
Marco – Pesaro

Carissimo Marco,
assolutamente no. La stricnina è un alcaloide di aroma gradevole che in genere viene usato in pasticceria o come dolcificante ipocalorico nelle diete a basso contenuto di zuccheri. La stricnina inoltre, per le sue note capacità terapeutiche, aiuta la digestione, accelera il metabolismo e, spolverata sopra il risotto all’amanita phalloides, un fungo particolarmente gustoso e prelibato, è un validissimo antiossidante capace di contrastare l’azione dei radicali liberi. Sto scherzando, ma tanto chissenefrega: la lettera ha data 13 febbraio, e a quest’ora mi sa che sei già morto da un bel pezzo.
P.s. è carina tua moglie?

_______________________________________________________________

Carissimo Alessandro,
ho un problema che mi attanaglia. Anzi, più di uno. Il primo è un occhio di pernice sotto la pianta del piede sinistro. Dolorosissimo, ma per questo ho già risolto: domani viene la callista, intorno alle quattro se ti interessa. Il secondo, meno grave, è che ho spinto mia madre giù dalla tromba delle scale. A questo punto una domanda è lecita: perché la tromba delle scale si chiama tromba delle scale? Qual è l’etimo di questa definizione? E soprattutto: che cos’è l’etimo? Si mangia? Mia mamma è ancora viva? Perché chi fa da sé fa per tre? Potrei continuare per ore ma mi rendo conto che ti sto tediando.
Anonimo – Venezia

Carissimo amico veneziano, quanta carne al fuoco! La mamma, le scale, l’occhio di pernice. Fiuuu! Ci credi se ti dico che non so nemmeno da dove cominciare? Ma non facciamoci prendere dal panico. Ragioniamo con calma e vedrai che veniamo a capo di tutto. Partiamo dalla fine: la samba è una danza di origine brasiliana il cui nome probabilmente deriva da “semba”, un ritmo religioso dell’Angola, e trova la sua origine a Salvator de Bahia, il porto dove venivano sbarcati gli schiavi provenienti dall’Africa occidentale. Tua madre ballava la samba? E’ mai stata in Angola? Nooo? Ma devi assolutamente portarcela. E’ uno stato bellissimo, pieno di guerre, il posto migliore per fare sparire un cadavere. E non preoccuparti se è ancora viva. Vedrai che appena atterrate a Luanda non lo resterà per molto. Ti abbraccio forte

______________________________________________________________

Ale, quando torni a casa dal lavoro ti fermi a prendere due finocchi grossi e un chilo di mele golden?

Mamma, preferirei che per queste cose mi mandassi un sms. Comunque sì, mi fermo. Mi fai poi i tortellini domani o i passatelli al brodo di cardo?

______________________________________________________________

Esimio, più che una domanda una curiosità: cosa ne pensa del fatto che sempre più spesso sentiamo fatti di cronaca in cui le vittime sono donne? Normale conseguenza di una società maschilista o c’è dell’altro?
Paolo Vigevani – Abbiategrasso

Gentilissimo Paolo, davvero c’è un paese che si chiama Abbiategrasso? Non è un po’ un’apologia dell’obesità, causa di tante patologie dannose come ipertensione e colesterolo alto? Per quanto riguarda la sua domanda la risposta è semplice è chiara, e ci viene da quella scienza immensa che è la statistica. Le donne, amico mio, sono più degli uomini. Quindi è evidente che se ne uccidano di più, con reciproca soddisfazione. Come dice? Mi trova un essere repellente? Cosa vuole che le dica, non accetto lezioni da un imbecille della sua risma, d’altronde la bocca aperta con la quale continua a guardare il foglio dopo avere letto la parola APOLOGIA non depone certo a suo favore. Mi stia bene. E si faccia uccidere magari, così riequilibriamo un po’ i conti e rendiamo contenti anche i suoi familiari.

______________________________________________________________

Carissimo Alessandro,
sono in ambasce! Come spesso mi capita quando arriva l’inverno sono assalito da un insano desiderio di uccidere, a cominciare dalla mia famiglia per poi proseguire con gli amici, i colleghi, i parenti e chi più ne ha più ne metta.
Rimorsi? No, a dire il vero nessuno. Conduco una vita dove le soddisfazioni si riducono a pochi esaltanti momenti (il caffè con mia zia Tina tutte le mattine al bar dell’angolo, le vacanze estive a Torre Pedrera, la diagnosi di cisti sebacea sulla schiena che mi è stata comunicata la settimana scorsa dall’ambulatorio di dermatologia), e quindi capirai anche tu che il desiderio di rivalsa che ogni tanto mi prende nei confronti del mondo non è poi così facile da tenere a freno.
Cosa mi consigli?
(Demetrio S.)

Carissimo Demetrio,
ma è fantastico!
E così quei due casi umani che vedo sempre appoggiati al bancone del Bar Mocambo siete tu e tua zia? Non ci posso credere, pensa che io e i miei amici vi abbiamo anche filmato un paio di volte e postato il video su Youtube (titolo: MA DA CHE PIANETA VENGONO QUESTI DUE?), ottenendo il record di accessi peraltro, ma questa, ne convengo, è un’altra storia.
Torre Pedrera non è un brutto posto per passare le vacanze. Il mare è bello, le spiagge anche, e la vicinanza con la più cosmopolita Igea Marina la rende la meta ideale per un turismo che sappia coniugare relax e vita notturna.
Hai mai preso il gelato alla Sorbetteria Casadei? Ti consiglio la panna cotta, un po’ pesante da digerire ma non sarà certo peggio della tua cisti sebacea (p.s. l’avevo notata sotto la maglietta che generalmente indossi, sai? Pensa che la mia ragazza ti aveva ribattezzato il dromedario, quella ragazza è uno spasso quando ci si mette con gli appellativi).
E comunque non ti abbattere. La vita è bella (la mia perlomeno. La tua, stando a quanto dici, mi sembra che lasci parecchio a desiderare).
Un abbraccio

______________________________________________________________

Carissimo Alessandro,
mi è capitato recentemente di rivedere SHINING e da allora mi è venuta una fissazione che proprio non riesco a togliermi dalla testa: comperare un albergo in mezzo ai monti e andarlo a gestire con la mia famiglia, magari portandomi su anche una mannaia, un paio di sorelline, e un triciclo per quella peste di mio figlio.
Cosa ne pensi? Credi che possa essere una buona idea?
Jack Bernagozzi – Cusano Milanino

Grandissimo Jack,
ho riflettuto a lungo e sono arrivato alla tua stessa conclusione: questa cosa s’ha da fare!
Se tu sei d’accordo rispetterei, in parte, il canovaccio del film. Mi andate su verso fine settembre, all’inizio state un po’ tranquilli e, con l’arrivo delle prime nevi, cominciate a sentire qualche voce, presenze nei corridoi, sangue sulla pareti, ecc.
Cambierei invece, per non rischiare di fare solo un inutile remake, il finale della storia. Anziché cercare di massacrare tua moglie e tuo figlio molto meglio sarebbe che la mannaia te la piantassi direttamente in testa, potrebbe anche essere la scossa che ripristina un po’ quell’attività neuronale che dalla tua mail mi sembra notevolmente compromessa.
Fammi sapere quando vedi altri film, così ne parliamo diffusamente.

______________________________________________________________

Spettabile Donna Moderna,
Sono abbonato alla vostra rivista dal 1997 e devo dire che la trovo sempre una fucina di idee interessanti per noi ragazze che non sappiamo mai cosa metterci, soprattutto in questo periodo di mezza stagione, anche se le mezze stagioni non ci sono più, e allora non si spiega come facciano le rondini a non fare primavera.
Ho letto con particolare piacere i vostri articoli MASCARA: QUALE FUTURO PER GLI EYELINER? e DIMAGRISCI CON LA DIETA DELLA SENAPE e volevo chiedervi una cosa che non mi è affatto chiara: è vero che i semi di cumino messi sotto le palpebre riducono le rughe del contorno occhi?
Vostra fedelissima.
Veronica

Veronica Darling,
devo confessare che solo alla quarta rilettura ho capito che probabilmente avevi sbagliato destinatario, ma ciò nonostante ho preso a cuore il tuo problema e ho la risposta ai tuoi pregnanti interrogativi.
Ho controllato la tua risonanza magnetica.
I semi di cumino in effetti ti sono entrati nel cervello, e uniti alle altre cose che già avevamo rilevato l’anno scorso all’interno della tua scatola cranica (curry, coriandolo, cardamomo) ne abbiamo ricavato un piatto indiano di degnissima fattura.
Per il resto non lo so.
Capisco che per il tuo fidanzato non debba essere facile avere a che fare con una deficiente della tua risma, e considerando che il tuo fidanzato sono io e che suppongo avrai spedito a DONNA MODERNA i miei auguri di buon compleanno, beh, che dire? Il periodo che ci attende non sarà affatto facile da gestire.
Ti amo, passerotto!