Urbinoir 2013 pubblicato IL (SOTTO)SUOLO E L’IMMAGINARIO

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A cura di Ivo Klaver fresco di stampa e già in libreria il volume che raccoglie i saggi del convegno Urbinoir 2013 dedicato all’esplorazione del tema del sottosuolo.  L’indice degli autori i cui saggi compaiono nel volume: Joseph Farrell, Stefano Bordoni, Vincenzo Fano e Claudio Calosi, Marco Monari, Marco Rocchi, Alessandra Calanchi, Jan Marten Ivo Klaver, Giuseppe Puntarello, Ilaria Micheletti, Salvatore Ritrovato.

Cliccare sul link seguente per leggere l’indice in PDF del volume 

Per acquistare il volume su IBS cliccare sulla copertina

Mystery chef 2015 – Regolamento seconda edizione

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Urbinoir è lieta di presentare la Seconda Edizione di MYSTERY-CHEF

 Noir e gastronomia nella Terra dei Duchi

Dopo il successo e il divertimento dell’edizione 2014, torna il concorso che ha visto

Urbinoirtrionfare nella prima edizione i  Tagliolini alla Nero Wolfe di Francesca Secci (a destra nella foto, con Alessandra Calanchi, coordinatrice di Urbinoir). Un evento che quest’anno rientra tra le manifestazioni dell’Università di Urbino legate a Expo 2015.

Giunto alla seconda edizione, il Mystery-Chef Noir organizzato dall’Associazione Urbinoir con la collaborazione dell’Associazione “La caccia al Teshorror”, coniuga la passione per la lettura e lo studio della crime fiction con la tradizione gastronomica e il gusto per il buon cibo.

I concorrenti proporranno  un piatto presente in un racconto, romanzo o film “giallo” o “noir”; i cinque finalisti parteciperanno alla cena conclusiva al termine della quale sarà proclamato il vincitore.

Questo il Regolamento:

1 – Il concorso è aperto a tutti ed è gratuito.

2 – I concorrenti (singoli o a squadre di max cinque persone)  sceglieranno un piatto presente in un racconto, romanzo o film “giallo” o “noir”  e predisporranno una scheda corredata di due fotografie del piatto stesso – antipasto, primo, secondo, snack, dessert, ecc. –  (una in primo piano, unache lo ritrae in mano al cuoco/ai cuochi), ricetta, titolo dell’opera, autore e breve presentazione (max 500 parole) in cui i concorrenti spiegano l’importanza del piatto nell’economia del testo, le sue relazioni con l’indagine, con la figura dell’investigatore, con il contesto storico-geografico, ecc.

3 – Si accettano files in word, rft, pdf.

4 – ATTENZIONE: i tre files dovranno essere allegati alla mail

5 – Verrà valutata, oltre alla conoscenza letteraria/cinematografica dell’opera, la creatività personale (sia nella redazione della ricetta, sia nella preparazione del piatto, sia nella presentazione dello stesso).

6 – Le fotografie possono essere a colori o b/n o seppiate, comunque in formato digitale come il testo inviato, abbastanza leggere da poter essere allegate a una e-mail. Tale e-mail andrà indirizzata a:

alessandra.calanchi@uniurb.it

tiziano.mancini@uniurb.it

7 – La scadenza per l’invio dell’elaborato  è improrogabilmente il 31 agosto 2015.

8 – Entro il 30 ottobre la giuria, composta da tutti i membri di URBINOIR, comunicherà i nomi dei cinque vincitori (o squadre vincitrici).

9 – A questo punto, i vincitori si impegnano a partecipare alla serata conclusiva (ultima settimana di novembre: data e luogo precisi saranno comunicati con congruo anticipo in cui si terrà la cena durante la quale saranno presentati (dai candidati) e cucinati (dai ristoratori) i piatti dei vincitori, e tutti i commensali potranno votare il/i vincitore/i.

10 – Il/i vincitore/i oltre alla cena riceverà/anno una targa e il suo loro contributo sarà pubblicato nel sito Urbinoir e sulle pagine facebook di Urbinoir e Teshorror.

Per info:

urbinoir@uniurb.it

 

Delitti al microscopio. L’evoluzione storica delle scienze forensi

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Il nuovo libro di Luca Marrone, Delitti al microscopio. L’evoluzione storica delle scienze forensi (), si colloca sulla scia dei suoi scritti precedenti, unendo il suo interesse per le scienze forensi alla sua passione per la letteratura poliziesca.  Marrone cerca infatti sempre uno spazio comune di confronto, di dialogo e di collaborazione fra l’arte della scrittura e la scienza dei fatti (o delle prove), e lo fa intrecciando le tappe della storia delle scienze forense (la nascita dell’anatomia patologica, l’ingresso dell’entomologia, e poi della botanica, della tossicologia, dell’antropometria segnaletica,  della dattiloscopia e della balistica, ecc.) e delle sue strategie di analisi (microscopia, fotografia, BPA, analisi del DNA, ecc.) con le grandi opere della letteratura poliziesca, da Edgar Allan Poe a Arthur Conan Doyle, citati frequentemente nel testo.

Sorvolando sui refusi, che non sono pochissimi, e su qualche caso in cui autori citati nel testo non appaiono in bibliografia – ad esempio “Holmes e Holmes”, che nulla hanno a che vedere con Sherlock ma immagino siano Ronald M. Holmes e Stephen T. Holmes autori di Serial Murder (2009) – il risultato  è (dal mio punto di vista, che è quello della letteratura e degli studi culturali) un ottimo compendio, utile per studenti e aspiranti investigatori, che si legge con interesse per la quantità di casi menzionati (a tratti, sembra di star guardando una lunga puntata di Quarto Grado: e non è una critica). Il libro, inoltre, offre numerosissimi spunti di approfondimento: passando da Jack lo Squartatore a Sacco e Vanzetti, da Al Capone a Dreyfus, e senza trascurare le tante implicazioni socio-culturali (fra cui l’antisemitismo, lo scapegoating e i crimini a sfondo sessuale), il libro di Marrone dimostra l’importanza della scienza forense e la sua intrinseca natura interdisciplinare e trasmette al lettore il suo entusiasmo per la materia che lo stesso Marrone insegna presso la LUMSA di Roma.

Se posso esprimere un desiderio per i prossimi libri che scriverà questo giovane e brillante autore, vorrei trovare citate non solo le opere di Poe, Doyle e compagnia, cosa comunque mi riempie di soddisfazione, ma di iniziare a trovare anche la critica, che finalmente inizia a esistere anche nel nostro Paese: per fare solo un paio di esempi, entrambi usciti su Linguae & Rivista di Lingue  Culture Moderne, parlando del caso Edalji si potrebbe citare “Quando Conan Doyle indaga: il centenario del caso Edalji tra realtà e finzione” di Roberta Mullini (Vol. 6, no. 2 / 2007), e a proposito del caso Lindbergh ci si potrebbe riferire a “La perizia grafica e documentale nel caso Lindbergh” di Beatrice Catenacci (vol. 11, 1-2 / 2012). Questo da un lato darebbe alla bibliografia uno spessore maggiore e al libro intero un valore aggiunto, e, dall’altro, darebbe ancor maggior legittimazione al lodevole intento di Marrone di far interagire scientificamente la crime fiction e le scienze forensi. Come diceva Sherlock Holmes, “the game is afoot”, la partita è cominciata!

a.c.

La luce nera della paura, Massimo Rossi, recensione di A. Calanchi

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Seconda prova per Massimo Rossi, che con La luce nera della paura (Scrittura & scrittori 2015) regala ai lettori una nuova avventura che vede coinvolta la psicologa Helena, simpatica e sensibile ex poliziotta già incontrata ne L’ombra del bosco scarno. E’ certamente un thriller (non un noir: non ne ha l’atmosfera torbida, la tragicità esistenziale, l’avversione per le eccessive disambiguazioni, e i personaggi sono troppo riconoscibilmente buoni o cattivi) di ottima qualità, che ha al suo centro, come il precedente, un bambino. Nonostante qualche ingenuità, il romanzo si legge d’un fiato e presenta personaggi davvero interessanti: siano di primo piano, come il nonno del piccolo protagonista, oppure di sfondo, come il giovane un po’ spostato che teme di essere rapito dai marziani. Un difetto che spero Rossi supererà nel terzo romanzo (perché ci sarà senz’altro un terzo romanzo) è quello di voler dire troppo. Per esempio, c’è un punto in cui lo scrittore non sa resistere alla tentazione di far sapere al lettore dove un certo personaggio nasconde una certa cosa. Ci sarebbe stata più suspense se lo avessimo appreso più tardi, insieme agli altri personaggi. E’ vero che questo ci rende partecipi dell’ansia di chi lo nasconde, ma così non si sfruttano appieno le possibilità del thriller. Per il resto, lunga vita a Helena.

a.c.

A testa in giù, (Morellini Editore 2014) di Elena Mearini

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Ci ho messo più del dovuto a leggere questo romanzo di Elena Mearini intitolato A testa in giù, (Morellini Editore 2014) purtroppo… Sì, purtroppo perché è una di quelle storie che vorresti leggere tutta d’un fiato. Invece tra impegni lavorativi e quotidiani ho dovuto interrompere la lettura per riprenderla nei ritagli di tempo libero, ma quando ero lontana da queste pagine non vedevo l’ora di tornare a immergermi nell’insieme di suoni e di colori che si ritrovano nell’intreccio di questa trama intelligente e coinvolgente. Sì, perché queste pagine parlano e arrivano dritte al cuore.

La tela che l’autrice ha tessuto è ricca di metafore che incuriosiscono e accompagnano il lettore in un viaggio, lo stesso che compiono le due voci dei protagonisti con i quali il lettore non può che sentire un’empatia molto forte, l’empatia che si crea anche tra i due personaggi: legati inconsapevolmente dal Destino o, se si preferisce, dalla Provvidenza.

Le due voci si scontrano e si incontrano in un mosaico di colori e suoni (e silenzi) e insieme trovano la Cura per il loro “malessere”, una cura semplice e pura, così a portata di mano, ma che della quale spesso ci si dimentica.

Una volta iniziato, non potrete più fermarvi, e allora lasciatevi guidare dalla luce dorata di queste righe alla scoperta di due anime luminose. Introduzione di Elisabetta Bucciarelli.

Elena Garbugli

La maledizione dei Baskerville a cura di Alessandra Calanchi

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Pubblicata una nuova edizione in versione digitale curata da Alessandra Calanchi del classico di Arthur Conan Doyle  per la Delos Digital.  Il romanzo La maledizione dei Baskerville di Arthur Conan Doyle è disponibile a 1,99 euro su www.delosstore.it/ebook/47466/la-maledizione-dei-baskerville/ e in tutti i principali eStore.

cliccare sul link seguente per leggere l’articolo pubblicato su Sherlock Magazine 

Quando i giochi a somma zero danno un risultato negativo di Francesco Gentili

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Un breve saggio di Francesco Gentili  che qui volentieri pubblichiamo sul rapporto arte/scienza, la teoria dei giochi applicata  allo studio dell’intersezione tra cinema e letteratura.

Istintivamente si potrebbe pensare che arte e scienza viaggino su due rette parallele ma, pensandoci un po’, ci si rende conto che più che rette parallele arte e scienza possono essere considerate in realtà delle curve che si intersecano ripetutamente. Diverse forme d’arte hanno, infatti, delle basi scientifiche: basti pensare alla musica, in cui la costruzione delle scale, degli accordi e degli intervalli musicali rispetta rigide regole matematiche. Anche nelle arti figurative si riscontrano facilmente delle basi scientifiche se si pensa ad esempio allo studio della prospettiva o dell’anatomia. Persino nella letteratura, dove questa interazione tra arte e scienza potrebbe sembrare meno evidente, ci può essere una base scientifica; mi riferisco in particolare al genere noir. Per capire di cosa si sta parlando, riporto una parte dell’introduzione di Determinismo, relativismo, complessità: le vite parallele di matematica e romanzo poliziesco del Prof. Gian Italo Bischi: “Il parallelismo fra il ragionamento ipotetico-deduttivo della matematica e i procedimenti con cui gli investigatori “dimostrano la verità” nei romanzi polizieschi è evidenziato fin dall’origine di questo genere letterario, che viene fatta risalire alla pubblicazione, nel 1841, di “The murders in the Rue Morgue” di Edgar Allan Poe. Infatti nell’incipit di questa opera fondante, nel descrivere le caratteristiche della figura dell’investigatore, Poe afferma che “I risultati cui perviene, dedotti dall’anima stessa, dall’essenza del metodo, hanno, in verità, tutta l’aria dell’intuizione. La capacità di risolvere è probabilmente potenziata dallo studio della matematica e soprattutto del ramo più nobile di essa che impropriamente, e solo a causa delle sue operazioni a ritroso, è stato denominato analisi”.
Quello che si vuole fare in questo scritto è cercare di identificare un ulteriore punto di tangenza tra arte e scienza, nello specifico tra cinema e teoria dei giochi (non ci si riferisce al chicken game, il cui nome è dovuto alla famosa scena della sfida automobilistica in Gioventù bruciata), ma procediamo con ordine. […]

Per continuare a leggere scaricare l’intero articolo in formato PDF dal link seguente: Quando i giochi a somma zero danno un risultato negativo

Urbinoir 2014 – Esiti concorso Mystery Chef Noir 2014

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Motivazione per l’assegnazione del primo premio al miglior classificato nel concorso “Mystery Chef Noir 2014”

Attestato Mystery chef Fsca Secci

I sei finalisti ricevono tutti il grembiule con il logo Urbinoir. Alla vincitrice, Francesca Secci, il ristorante  Ca’ Mignone offre la cena.

Francesca Secci ha dimostrato una perfetta comprensione ed elaborazione del compito assegnato. La sua ricetta è spiegata con chiarezza, così come la sua importanza nel testo di Rex Stout è ben delineata. Il piatto presentato ha un valore significativo non solo dal punto di vista gastronomico ma anche dell’indagine e riveste un ruolo importante nell’economia della narrazione.

La figura di Nero Wolfe, il celebre detective sedentario creato dallo scrittore americano Rex Stout, e a cui ha reso omaggio anche un altro concorrente finalista, Marco Monari, troneggia in tutta la sua grandezza di gourmet e investigatore, e sembra quasi strizzarci l’occhio. Dopo tutto, sembra dirci, il piatto vincitore non poteva che essere dedicato al grande Nero Wolfe.

Francesca Secci è una nostra ex-studentessa, ha già partecipato a un convegno internazionale, ed è campionessa di nuoto. Ci congratuliamo con lei per lo spirito, l’intelligenza, la competenza e la simpatia che hanno animato la sua prova.

Di seguito le ricette complete e le relative citazioni dei luoghi con commento dei 6 autori finalisti del concorso, cliccare sui link per leggere o scaricare il file in PDF

SECCI-1

MONARI-2

BISCHI – POGGIALI-3

BERNARDINI – CECCHINI-4

ERCOLANI-5

CAPORALETTI-6

 

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