Noir come l’ignoto

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Urbinoir, 2018. Se si pensa al titolo della manifestazione, si dovrebbe avere una percezione chiara e diretta dei temi trattati. Non è stato così per me. Mi aspettavo infatti iniziative semplicemente legate a un genere letterario e cinematografico, tutt’altro invece è stato ciò che poi ho vissuto in prima persona: un vero e proprio viaggio nel mondo della notizia e della cultura legate al crimine “noir”. Ho sentito giornalisti porci molte domande da riassumere forse in un’unica grande domanda: “Oggi, per voi giovani, i giornali rappresentano ancora l’arma di libertà ed emancipazione che è stata per noi?”. Ho visto poi i loro occhi accendersi quando qualcuno dava loro segno di assenso, nonostante dentro la gran parte di noi studenti c’era solo un profondo disappunto e un non so che di tristezza di fronte a una realtà dove il fatto che sia facile avere una voce (Youtube & co.) ha dato luogo ad un’abbondanza di voci, un chiasso “saturo” nel quale diventa difficile trovare anche solo una fonte autorevole e veritiera. Facendo riferimento al privare i giornali dei finanziamenti statali uno di questi giornalisti disse “è un crimine commesso nei confronti della democrazia”. Ora io mi sento di dire che le notizie false sono un crimine verso la democrazia e che avrei anche cambiato il titolo della manifestazione in “NOIR COME L’IGNOTO: le Fake News sono il True Crime sulla pagina, ma soprattutto sullo schermo”. 

Enrico Rugini