Tutti gli articoli di WebNoirMaster

90 anni di Giallo Mondadori

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Oggi il venerdì di Repubblica dedica la copertina, e un ampio articolo ai 90 anni del giallo Mondadori (1929-2019). Cita Leonardo Sinisgalli come critico ventunenne, che per primo usa il giallo per denotare il genere grazie al titolo della sua recensione “Romanzi gialli” (come ci ha recentemente ricordato Biagio Russo in un suo articolo). E c’è anche un’intervista a Luca Crovi.


La morte per gioco

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Nicola Ceccoli e Gabriele Cancellieri, La morte per gioco (Prospettiva Editrice 2015)

UN NOIR scritto da due ex studenti dell’Università di Urbino (rispettivamente Giurisprudenza e Scienze Ambientali), 457 pagine di suspense fra medium e poliziotti della scientifica, cinema e fumetti. Sullo sfondo della città di Bologna. Lontana dalle Marche, ma non troppo…

Dimentica la notte – una nuova indagine per Noelia Basetti

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la copertina del libro di Sara Ferri

Il mare è un richiamo potente per chi conosce la sua voce fin dalla nascita. Questo suono, così rilassante nella sua ritmicità, può sembrare uguale in ogni parte del mondo, ma non è così. A Rimini, dove la sabbia è più pesante e la spiaggia più ampia, il lento oscillare delle onde si percepisce distante, soprattutto sul lungomare che, dal Molo di Levante, porta a Bellariva, dove le scogliere sono perpendicolari alla costa. Nei giorni in cui il vento che dà il nome al molo di Rimini soffia forte, le onde arrivano sul bagnasciuga con prepotenza, coprendo le prime file di ombrelloni. In quei giorni, durante l’inverno, l’odore del mare è così potente da inebriarti, arrivando a impregnare i tessuti dei vestiti stesi ad asciugare all’aperto.
Quell’odore salmastro e salato che io sento nelle narici fa parte di me da che ho memoria. (…)

Prendo in prestito questo passo da Sara Ferri per due motivi:

mi sembra un punto di partenza perfetto per parlare del suo nuovo romanzo – Dimentica la notte, ambientato proprio a Rimini – e dimostra concretamente il talento di questa brava scrittrice che, nella sua seconda opera ci dà una prova più ampia delle sue capacità.

Dimentica la notte è il seguito di Caldo amaro e racconta una nuova avventura di Noelia Basetti. Dopo i fatti di Pesaro, Noelia si è trasferita nella vicina Rimini. Ora ha una nuova vita e un nuovo lavoro, ma si troverà nuovamente coinvolta nelle indagini su una serie di efferati crimini che hanno sconvolto la quiete della città.

Preferendo lasciare ai lettori il piacere di scoprire da soli il resto della storia, vorrei concentrarmi invece sulle impressioni che la lettura mi ha lasciato.

Seguendo il dipanarsi delle vicende, ho avuto la sensazione che, rispetto al suo primo romanzo, l’autrice si sia presa più tempo:

più tempo per raccontare, più tempo per sviluppare una trama complessa, più tempo per descrivere le situazioni, più tempo per parlarci dei suoi personaggi e del loro vissuto interiore. Dimentica la notte ha, secondo me, un respiro più ampio rispetto al suo predecessore e ripropone tutto ciò che avevo apprezzato in Caldo amaro, migliorandolo considerevolmente.

Ho ritrovato, prima di tutto, una storia avvincente e ricca di colpi di scena, scandita da una buona dose d’azione e da un ritmo serrato ma equilibrato. Di nuovo, Noelia e i suoi colleghi riflettono cercando di capire cosa sta succedendo, ma passano all’azione davvero molto rapidamente perché, si sa, in un’indagine non c’è un minuto da perdere. Anche qui l’autrice è abilissima nel tenerci sulle spine e nel farci percepire il ticchettio delle lancette senza però affrettare troppo la narrazione.

Ho ritrovato Noelia Basetti e mi ha fatto piacere vedere che, nonostante quel che ha passato a Pesaro, è in ottima forma. È un po’ cambiata e più matura, ma fondamentalmente il suo animo dolce e spigoloso è sempre lo stesso. Si trova ancora alle prese con una vita complicata e a volte pericolosa ma non è per nulla intenzionata a darsi per vinta. Per fortuna, stavolta può contare anche sull’aiuto di tanti nuovi colleghi, alcuni dei quali particolarmente azzeccati, che mi piacerebbe veder diventare delle presenze fisse di un universo in espansione.

Ho ritrovato la freschezza dello stile di Sara Ferri, che ci regala una narrazione piacevole, arguta, ironica e costellata di tante piccole raffinatezze, tocchi di realismo spesso “dimenticati” negli ambienti del “giallo. Tanto per fare un esempio, a un certo punto di questa storia, ci ricorda che zoomando sulle immagini a bassa risoluzione di un filmato di Youtube ripreso con un cellulare, non sempre compare per magia il volto nitidissimo del colpevole… piuttosto la telecamera sgrana i dettagli e ci si ritrova a osservare un ammasso di pixel indistinti! Un plauso a Sara per averci riportato un po’ con i piedi per terra, abituati come siamo a vedere tecnologie d’indagine da fantascienza, infallibili quanto irreali.

Tirando le somme, direi che Dimentica la notte è un romanzo eccellente, che conferma ampiamente le buone premesse di Caldo Amaro e alza l’asticella, mostrando l’ottimo potenziale dell’autrice.

Giovanni Ballarin

Il crimine come processo comunicativo di Giacomo Buoncompagni

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GIACOMO BUONCOMPAGNI, FORME DI COMUNICAZIONE CRIMINOLOGICA. IL CRIMINE COME PROCESSO COMUNICATIVO (ARAS, FANO 2018)

Un libro che, in quarta di copertina, riporta una celebre citazione di Arthur Conan Doyle, non può non avere il mio plauso a prescindere. Aprendo poi il volume, e scorrendo le pagine, si ha una seconda piacevole sorpresa: il saggio non solo analizza il comportamento criminale come forma di comunicazione, ma si addentra nei meandri delle nuove tecnologie digitali, delle serie tv, della spettacolarizzazione mediatica, della prevaricazione sull’Altro come forma deviante di salvezza individuale e collettiva, fino a parlare di sette, del sexting, dell’ ’inconscio digitale”, di “estimità”. E di tanto altro ancora. Un libro che non può mancare sulla scrivania del criminologo, dell’educatore, del genitore, e che non po’ non fare gola a chiunque si interessi ai processi di comunicazione e di relazione, alle dinamiche odierne dell’investigazione, alle strategie per affrontare le differenze fra diverse culture. (a.c.)

Call for papers URBINOIR 2019

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L’edizione URBINOIR 2019, collegata al progetto d’ateneo “1920-2020, un secolo di parole e immagini per raccontare l’amnesia”, è dedicata ai vuoti di memoria e a ogni forma di assenza di ricordi – autentica o simulata – sia nella realtà investigativa e processuale, sia nella narrazione letteraria e cinematografica noir. 

Il Bando in formato PDF è scaricabile o consultabile al seguente link

Le proposte saranno valutate dal comitato scientifico Urbinoir, che si impegna a darvi una risposta entro il 30 luglio. 

L’edizione si terrà presso il DISCUI nelle giornate di mercoledi 20, giovedi 21 e venerdi 22 novembre 2019. 

TRADUNOIR IV edizione

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Anche quest’anno parte il Concorso di Traduzione Letteraria nell’ambito della narrativa noir e d’indagine,riservato in questa edizione agli studenti e studentesse sia della laurea magistrale TEFLI sia della laurea magistrale CIDI che siano in regola con il pagamento delle tasse e abbiano una media di voti negli scritti di lingua inglese pari o superiore a 23.

Il Bando è disponibile in formato PDF cliccando sul link

La biblioteca segreta di Leonardo presentata da Urbinoir

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Il 30 Gennaio 2019 alle ore 15.30 al Collegio Raffaello in Piazza della Repubblica a Urbino Urbinoir presenta La biblioteca segreta di Leonardo di Francesco Fioretti, Piemme, 2018.
Il dialogo con l’autore è aperto da Gian Italo Bischi e Nino Finauri dell’I.I.S Raffaello. La presentazione avviene nell’ambito delle iniziative culturali dell’Istituto di Istruzione Superiore Raffaello di Urbino, l’ex Liceo classico. Libri e dialoghi del Raffaello è un contenitore nuovo di incontri e formazione che il Liceo vuole offrire alla cittadinanza e agli studenti per animare l’interesse per i libri e la lettura.